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Rassegna stampa

Modaprima, Pitti Immagine investe sul fast fashion

C’è chi pensa che il fast fashion non abbia bisogno di fiere avendo, per definizione, tempi di consegna rapidi e articoli che cambiano continuamente, perfino più volte a settimana. E invece a rivitalizzare Modaprima, l’unico salone del fast fashion rimasto in Italia (dopo la scomparsa delle esperienze bolognesi al Centergross e di quelle milanesi come Link.it), ci prova nientemeno che un leader dell’organizzazione fieristica come Pitti Immagine che, da questa edizione, ha spostato l’appuntamento semestrale da Milano a Firenze, nell’ottocentesca Stazione Leopolda (gestita direttamente), e ha pigiato sull’acceleratore dell’internazionalizzazione. Inseguendo un obiettivo difficile, ma considerato possibile: aprire nuovi canali di distribuzione alle aziende del fast fashion “di qualità”, che producono interamente in Italia e non hanno dunque delocalizzato in Cina, in Vietnam o in Turchia. «Per questo, da quando nel 2006 abbiamo preso in gestione Modaprima, abbiamo cominciato a tirare il freno sul fronte degli espositori – spiega Agostino Poletto, vicedirettore generale di Pitti Immagine – selezionando le aziende italiane di fast fashion più legate ai distretti industriali. All’epoca era un momento piuttosto difficile per il settore, perché tanti si spostavano a produrre fuori dall’Italia». Piano piano, l’operazione-territorio ha cominciato a decollare, fino ad arrivare ai 75 espositori attuali che accanto alla leva prezzo hanno affiancato quelle del servizio e della qualità, e che da sabato a ieri hanno presentato 150 marchi di abbigliamento e accessori per uomo e donna. «La particolarità di Modaprima sta nell’avere uno sguardo “lungo” sul mercato – aggiunge Poletto – perché gli espositori presentano sia le collezioni per l’autunno-inverno 2012-2013, dunque con una tempistica ancora più anticipata rispetto al Pitti Uomo che si terrà in gennaio, e nello stesso tempo presentano anche i bestseller della primavera-estate 2012». Ma non è una contraddizione, per un’azienda di fast fashion, ideare una collezione con tempi così anticipati? «La fiera risponde alle esigenze dei compratori della media e grande distribuzione – dice Poletto – che hanno bisogno di programmazione, e non esclude naturalmente arricchimenti delle collezioni con modalità ritmate nel tempo». E proprio sui buyer internazionali della media e grande distribuzione provenienti da Russia, Spagna, Giappone, Germania e Stati Uniti si è concentrata l’attività di Pitti Immagine in questa edizione. I risultati, secondo le prime stime, confermano i numeri dell’ultimo appuntamento di maggio, con 1.600 buyer che hanno frequentato la fiera, di cui più di 700 in arrivo dall’estero. E la scommessa, secondo Pitti Immagine, è vinta: «La centralità di Firenze e gli spazi della Leopolda possono funzionare per fiere “leggere” come Modaprima», sostiene Poletto.
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