Rassegna stampa

La fiera punta sui nuovi settori

Enrico Sbandi

– La Campania è in stallo, Napoli si difende. Mentre Roma negli ultimi due anni ha fatto un nuovo e grande quartiere, la Campania ha prodotto solo un disegno di legge ancora da approvare in Consiglio regionale e un’ipotesi, non ancora svelata nei dettagli, di polo fieristico nell’area nord. Ma le fiere si organizzano nei padiglioni e non sulla carta: quindi la partita internazionale è persa. Se la Campania parte oggi e lavora seriamente in cinque anni può recuperare lo svantaggio.

Nel frattempo la realtà fieristica più rilevante, la Mostra d’Oltremare, si difende bene: affida le mostre a organizzatori esterni e fa leva sulle competenze proprie per l’elaborazione delle scelte di marketing e per la gestione del suo ingente patrimonio infrastrutturale. La Mostra, in un complesso polifunzionale da 720mila mq, di cui solo 40mila dedicati al fieristico, comprende spazi congressuali, due teatri, piscina olimpionica, una fontana monumentale seconda in Europa per potenza del getto e costruzioni che costituiscono la più rappresentativa espressione dell’architettura del Ventennio fascista.

Con la guida di Raffaele Cercola, che in nove anni ha traghettato la Mostra dalle paludi delle Partecipazioni statali attraverso il commissariamento, fino all’attuale Spa, il quartiere napoletano ha trovato conti in attivo e una precisa collocazione nel mercato delle fiere a dimensione regionale, con qualche eccellenza anche a livello nazionale (come nei settori dell’elettrotecnica, del l’utensileria e della bomboniera, per fare solo alcuni esempi).

Da un paio di mesi a Cercola è stata affidata anche la presidenza di Aefi (l’Associazione Nazionale degli enti fieristici).

Il 2007 della Mostra d’Oltremare culminerà nell’edizione numero 50 della Fiera della Casa, la campionaria che, dopo i fasti delle origini e la crisi che fece seguito al dopo-terremoto del 1980, è rinata con l’affidamento all’organizzazione privata Meridiana Fiere.

Fra le partnership di livello avviate dalla nuova gestione c’è quella con l’Associazione italiana di design industriale che ha varato la manifestazione «Design in mostra», insieme con la Seconda Università di Napoli, sfruttandone gli spazi per una sorta di Triennale alla partenopea. Il calendario di quest’anno schiera sei nuove mostre.

Inoltre, la Spa conta di espandersi nel congressuale in controtendenza con le difficoltà del settore.

Positivi i conti del 2006, anno in cui sono stati realizzati 27 eventi espositivi, il 22% dei quali al debutto; il fatturato netto (relativo a spazi e servizi) è cresciuto dell’11%, a 7,2 milioni di euro, contro i 6,5 dell’anno precedente). Terzo anno con l’utile netto positivo attestato nel 2006, per la sola parte fieristica (non l’intero fatturato della Mostra d’Oltremare Spa), a quota 300mila euro contro i 290mila del 2005.

Gli eventi in totale ospitati dal complesso sono cresciuti del 19%, dai 169 del 2005 ai 201 del 2006. Fra le strutture da recuperare, Marisa Zuccaro (responsabile del patrimonio architettonico) guarda innanzitutto alla Torre delle Nazioni, penultima delle grandi architetture (insieme con il cosiddetto Cubo d’Oro) che necessitano di restauro.

Interventi di riqualificazione sono previsti sui padiglioni e partiranno i lavori per la costruzione del centro conference, con 1.400 posti a disposizione nella sala principale. Il marketing, che fa capo a Carlo Cigliano, ha invece selezionato le aree di business da presidiare con nuovi prodotti, a partire dall’agroalimentare con Agrosud a febbraio.
IL PODIO 2006
I visitatori in eventi aperti al pubblico e var.% sul 2005

250mila

Fieracasa (0)

125mila

NauticSud (14%)

120mila

Tuttosposi (9%)

– Le novità 2007 più attese:

Il cinquantennale della Fiera della Casa; ulteriore riqualificazione dei padiglioni; avvio lavori del centro conferenze

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