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Slow Wine Fair 2026: quando la degustazione diventa esperienza

Masterclass, Temporary Tasting e Presìdi Slow Food: le occasioni per assaggiare un calice di vino buono e pulito, ma soprattutto giusto.
A BolognaFiere dal 22 al 24 febbraio

Quanti sono i modi per raccontare la storia dietro un vino? Il paesaggio che lo ha plasmato, le uve da cui proviene, il metodo utilizzato in cantina. E soprattutto il lavoro e le scelte che lo rendono unico e identitario, non solo per il profilo aromatico, ma anche per l’impatto ambientale e sociale che porta con sé. A Slow Wine Fair 2026, dal 22 al 24 febbraio a BolognaFiere, in contemporanea con SANA Food, le occasioni per esplorare tutto questo sono molteplici: oltre a conoscere e dialogare con più di 1100 espositori provenienti da tutta Italia e da 28 Paesi e scoprire le oltre 7000 etichette presenti (qui la Wine List in continuo aggiornamento), la manifestazione propone a professionisti e appassionati diversi appuntamenti – inediti e iconici – per vivere la degustazione secondo Slow Food, capace di unire piacere e conoscenza, gusto e consapevolezza. Tra masterclass, proposte di annate storiche e Presìdi Slow Food, ecco un assaggio delle esperienze di questa quinta edizione dedicata al vino giusto.

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I Tasting dell’area Banca del Vino – Annate storiche

Tra le novità di Slow Wine Fair 2026 c’è l’area Banca del Vino – Annate Storiche, uno spazio pensato come luogo d’incontro e riflessione sul tempo, inteso come valore di conservazione ed evoluzione di sapori. Inaugurata nel 2004, la Banca del Vino di Pollenzo custodisce oggi oltre 50.000 bottiglie tra etichette storiche e rare. Collocata tra Langa e Roero, all’interno dell’Agenzia di Pollenzo, sito UNESCO, offre un vero e proprio tesoro enologico, con millesimi ormai introvabili anche nelle cantine dei produttori.

Durante la fiera, i visitatori possono confrontare le annate correnti con le vecchie annate, vivendo un’esperienza unica sul potenziale evolutivo dei vini. L’area, realizzata con il supporto di Dea Barbatelle, Prestil e Vignerons, e grazie ai partner tecnici Amorim, Eventi di Cartone e Winemotion, prevede due modalità di approccio: il Front – Wine Emotion, con mescita giornaliera di etichette selezionate per rappresentare l’intero territorio nazionale, e ilBack – Temporary Tasting, incontri calendarizzati tra visitatori e produttori per approfondire la storia e le caratteristiche delle varie vendemmie.
L’accesso all’area è gratuito, mentre per i Temporary Tasting è richiesta la prenotazione.

Dodici masterclass, dodici viaggi oltre il calice 

Le masterclass di Slow Wine Fair propongono un percorso di approfondimento che mette in relazione lavoro in vigna, scelte agricole responsabili e valorizzazione dei territori. Un viaggio pensato per professionisti e appassionati, in cui il vino diventa chiave di lettura di storie, territori e comunità, oltre che piacere organolettico.

Il programma prende il via domenica 22 febbraio, la giornata aperta a professionisti e  appassionati, con Vignerons & Terroirs de Lantignié: l’unione fa la forza, un racconto corale che porta nel cuore del Beaujolais, piccolo comune a nord di Lione, per mostrare come collaborazione, scambio di competenze e rispetto della biodiversità possano tradursi in vini identitari. A seguire, Alto Adige: miracolo di cooperazione approfondisce uno dei modelli cooperativi più virtuosi d’Europa, dove la qualità delle etichette si intreccia alla tutela dei conferitori e a una forte identità territoriale.
Nel pomeriggio, Vini d’altura: la qualità cresce in altezza! sposta lo sguardo verso le montagne italiane, dall’arco alpino all’Etna, per esplorare come quota, clima e suoli stiano ridisegnando il futuro dell’enologia nazionale. Con Biodinamica, vino, tempo l’attenzione si concentra sull’evoluzione del vino e sulla sua capacità di raccontare luogo e annata attraverso il dialogo tra vigneto, cantina e scorrere degli anni. La giornata si conclude con Paese che vai, vite che trovi, un viaggio tra le forme di allevamento storiche della vite come espressione del paesaggio agricolo italiano, e con Elisir di sidro, che apre lo sguardo oltre il vino per riscoprire il sidro artigianale come simbolo di convivialità, biodiversità e pratiche sostenibili.

Lunedì 23 febbraio è dedicato alle grandi denominazioni e ai vitigni capaci di interpretare la contemporaneità. Castelli di Jesi Verdicchio Riserva, emblema di un territorio racconta la DOCG marchigiana come sintesi di eleganza, complessità e longevità, mentre L’Alta Langa DOCG oltre il calice: storie di donne e uomini, attesa e “vino giusto” mette al centro il valore del tempo, del lavoro e della responsabilità sociale. Con Chianti Classico, il vino più bello del mondo! 11 UGA, 11 grandi vini si esplora la straordinaria diversità del distretto chiantigiano attraverso le sue Unità Geografiche Aggiuntive, seguita da Il Pinot Nero del mondo, un viaggio internazionale che mostra come uno dei vitigni più celebrati sappia esprimere carattere e finezza in contesti molto diversi. La giornata si chiude con Cerasuolo di Vittoria, il rosso più contemporaneo che c’è, esempio di come una denominazione del Sud possa coniugare freschezza, identità territoriale e spirito moderno.

Il percorso si conclude martedì 24 febbraio con Cerasuolo d’Abruzzo: un racconto senza tempo, una masterclass che unisce tradizione e versatilità, dimostrando come questo vino sappia sorprendere per immediatezza, profondità e capacità di evoluzione, chiudendo il ciclo delle degustazioni con uno sguardo che ancora una volta mette al centro il tempo e il territorio.

Casa Slow Food: lo spazio in cui il vino diventa Presidio

Le conferenze di Casa Slow Food, realizzata con il supporto organizzativo di Slow Food Emilia-Romagna e delle Condotte Slow Food del territorio, offrono un viaggio approfondito tra i vini italiani e le tradizioni che li hanno generati. 

Il 22 febbraio, In vino novitas  presenta i nuovi Presìdi Slow Food del vino: la Cotta di Roccamontepiano, antica tecnica abruzzese di cottura del mosto d’uva, oggi tutelata grazie a una cooperativa che ne preserva il patrimonio di conoscenze e pratiche locali; e il Recioto della Valpolicella, vino dalla storia millenaria legata all’appassimento delle migliori uve provenienti da vigne di almeno 15 anni, allevate in conduzione diretta e senza diserbo chimico, a tutela del paesaggio viticolo e della tradizione di eccellenza. Nella stessa giornata, Il vino come racconto del paesaggio esplora le opportunità del turismo lento, mostrando come i vigneti italiani non solo producano vini buoni, puliti e giusti, ma raccontino anche il territorio, con alcune aree riconosciute Patrimonio UNESCO. Infine, sempre domenica, si tiene la presentazione di Distinti Salumi, la manifestazione della Città di Cagli (PU) realizzata in collaborazione con Slow Food Italia e Slow Food Marche, che dal 22 al 24 maggio 2026 riunisce nel centro storico della città la migliore norcineria artigianale.

Il 23 febbraio si celebrano i vini dolci dei Presìdi Slow Food, autentiche eccellenze storiche: dal Moscato passito di Strevi, documentato già nel 1078 dai monaci locali, al Moscato al Governo di Saracena, esportato già nel Cinquecento sulle tavole di Papa Pio IV; dalVinosanto da uve affumicate dell’Alta Valle del Tevere, che prende il caratteristico aroma dal fumo dei locali dove i grappoli vengono appesi a coppie, al Vino Santo trentino, il cui appassimento prolungato fino alla Settimana Santa dà il nome alla denominazione stessa. Segue un incontro dedicato alla selezione del Bicchiere ufficiale dell’Amaro d’Italia, con la presentazione del volume “Codici dell’Amaro” di Luigi Odello, e l’appuntamentoQuando la vite è “maritata”, dedicato all’Asprinio dell’Agro Aversano, coltivato in alberata tra Napoli e Caserta secondo una tradizione secolare che valorizza un terroir vulcanico unico. All’incontro partecipa anche Mauro Zanarini della Comunità della Pesca Ravennate di Mare e di Valle, che propone un piatto di pesce in abbinamento al vino.

Conclude la giornata Esperienze biodinamiche: la viticoltura del domaniun confronto tra giovani vignaioli biodinamici che hanno scelto di fare vino partendo dalla terra, dal territorio e da una visione di futuro, con la partecipazione, tra gli altri, di Federico Varazi, Vicepresidente Slow Food Italia e Marco Schiatti, responsabile dell’Ufficio Certificazione di Demeter Italia.

La fiera gode del patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, del Comune di Bologna, della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Bologna, e di Confcommercio Ascom Bologna. Con il supporto di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, della Regione Emilia-Romagna e di FIPE. In collaborazione con Amaroteca e ANADI – Associazione Nazionale Amaro d’Italia, Demeter e Drink Factory. Main partner: Guala Closures, Reale Mutua e WinterHalter. In kind partner: Acqua S. Bernardo, Bormioli Luigi, Gruppo Saida, IP Industrie del Freddo Professionale, Pefc Italia e Pulltex. Media partner: Bar.it, Green Retail, Horecanews.it, I Grandi Vini, Il Gusto Gruppo Gedi, Italy Export, Luxury Food & Beverage Magazine, Premiata Salumeria Italiana, QN Quotidiano Nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno, TecnAlimentaria Beverage Industry.

Ufficio stampa Slow Wine Fair 2026
BolognaFiere: Daniela Modonesi – 366 6659090 – daniela.modonesi@bolognafiere.it
Slow Food: Elisa Virgillito – 345 2598615, Elena Coccia – 348 0120860, Valter Musso 335 7422962 stampa@slowfood.it

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