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Il sistema fieristico italiano: le radici nel territorio e una finestra sul mondo per il Made in Italy. Dalle prime Esposizioni Universali a Expo Milano 2015

Il sistema fieristico italiano ha radici profonde nella tradizione mercantile del nostro Paese e da sempre ha contribuito allo sviluppo delle relazioni commerciali, politiche e culturali con gli altri Stati. Con la riunificazione, a partire dal 1861, l’Italia ha dato il via alla sua naturale vocazione di organizzatore di manifestazioni ed esposizioni, realizzando già in quell’anno la prima  Esposizione Nazionale di Prodotti Agricoli e Industriali e di Belle Arti, a Firenze, con l’obiettivo di dimostrare al resto del mondo le capacità economiche e culturali del Paese unito. Da questo primo appuntamento è iniziato un lungo percorso che nel 1871 ha visto la nascita dell’Esposizione Internazionale Marittima in Italia a Napoli; nel 1892 di quella della Mostra Italo-americana di Genova e successivamente delle Esposizioni Internazionali di Milano nel 1906 e di Torino nel 1911, in occasione del Giubileo della Patria. Un percorso che ripercorre la storia delle Esposizioni Universali di estrema attualità oggi, tanto che l’Esposizione Universale dedicata a “Nutrire il pianeta, energia per la vita” il prossimo anno si terrà a Milano.

All’inizio del ‘900, lo spirito imprenditoriale e commerciale rifletteva la realtà di un Paese prettamente agricolo: in questo contesto, le fiere hanno avuto un ruolo chiave per creare relazioni fra l’élite, la nobiltà terriera e la nascente borghesia.

Il fiorire di prestigiosi appuntamenti con manifestazioni che sarebbero poi diventate un punto di riferimento per il panorama fieristico mondiale, come Fiera Cavalli a Verona (inaugurata nel 1898) o la Fiera Campionaria di Bologna (1901), contribuirono alla nascita e alla successiva affermazione di importanti poli fieristici, come quello di Bologna, alla fine dell’800, di Verona, di Milano, Parma, Torino, Vicenza e via via in tutte le più importanti città.
Questo fenomeno è coinciso con il periodo più vivace per lo sviluppo industriale del nostro Paese, grazie anche alla forte crescita e all’espansione delle infrastrutture e dei trasporti non solo in Italia ma in tutta Europa. Dal 1870 al 1914, infatti, la rete ferroviaria mondiale passò da 210.000 a oltre un milione di chilometri, estendendosi sia in Europa che in America, in India e in Asia, con lo sviluppo in parallelo delle reti postali e telegrafiche.

In un contesto economico e industriale sempre più complesso e globale, negli anni le Fiere italiane sono riuscite ad accompagnare lo sviluppo imprenditoriale del nostro paese, diventando un punto d’incontro per gli operatori economici grazie alla capacità delle manifestazioni di rispondere in maniera tempestiva alle esigenze di un mercato sempre più articolato in settori merceologici distinti.

L’evoluzione del sistema fieristico ha portato da un lato alla realizzazione di un’organizzazione complessa e distribuita su tutto il territorio nazionale, con poli fieristici di diverse dimensioni a rappresentare il sistema di distretti produttivi italiani; dall’altro, ad una specializzazione per aree e settori merceologici.

Il sistema fieristico nazionale rappresenta un esempio eccellente dell’abilità di evolvere caratteristica dello spirito imprenditoriale italiano, capace di innovare puntando sulle potenzialità e peculiarità di ogni singolo territorio. Ciò ha permesso alle fiere italiane di proporsi come una finestra privilegiata del Made in Italy nel mondo.

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