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Il catasto ortofrutticolo tra programmazione e aggregazione

Rimini (9 maggio 2019) – Il Catasto frutticolostrumento indispensabile di programmazione per il comparto e di indirizzo politico. È stato questo il tema al centro del convegno promosso da Cia – Agricoltori Italiani dell’Emilia Romagna tenutosi questa mattina dal titolo “Catasto frutticolo, tra programmazione e aggregazione”.

Inserendo la misura nella legge di bilancio 2018, il Governo ha disposto un investimento di 5 milioni di euro (2 per il 2019 e 3 per il 2020) per implementare operativamente l’attività di reperimento dei dati, affidata ad AGEA, che dovrà creare un software di interfaccia snello, dinamico, pubblico e ben funzionante. Un passo in avanti nella giusta direzione che dovrebbe essere completato da un atto integrato a livello europeo, come concordano unanimi tutti i relatori intervenuti, nell’incontro moderato dalla giornalista Raffaella Quadretti.

“Non credo che l’introduzione del catasto possa essere risolutivo della crisi di alcuni comparti ma è uno strumento importante che potrà fungere da stimolo per intraprendere un ragionamento più ampio in termini di aggregazione, strutturale e commerciale, oltre che di valorizzazione dei prodotti”, ha spiegato Antonio Dosi, coordinatore nazionale Gie ortofrutta.

“L’introduzione del catasto è condizione necessaria ma non sufficiente perché bisogna tenere conto di come verranno gestiti i dati una volta raccolti e messi a sistema”, ha dichiarato Simona Caselli, assessora regionale all’agricoltura della Regione Emilia-Romagna. “La vera sfida tuttavia sarà relativa al reperimento delle informazioni: la realtà italiana è molto disaggregata e, eccezion fatta per le aziende organizzate in OP, temo sarà molto difficile ottenere i dati in maniera precisa e completa, in modo da avere una fotografia reale della situazione”.

“E’ incredibile come nell’era dei Big Data si navighi ancora a vista in fatto di quantità prodotte, considerata inoltre la loro diretta ricaduta sui prezzi – ha concluso Caselli -. La programmazione va fatta e sarebbe necessaria anche a livello internazionale, vedi caso dell’abbattimento dei peschi in Catalogna”.

Soddisfazione per l’approvazione di tale provvedimento da parte di Mirco Zanotti e Davide Vernocchi, rispettivamente presidente di Apofruit e Apo Conerpo, due tra le maggiori OP del nostro Paese, che da anni hanno adottato lo strumento del catasto interno per programmare e indirizzare le produzioni dei soci e gestirne la commercializzazione dei prodotti. “Apofruit crede profondamente nella necessità di creare un catasto, basti pensare che in cooperativa utilizziamo questo strumento da 40 anni. Sarebbe tuttavia importante avere lo stesso strumento a disposizione su scala internazionale”, ha dichiarato Zanotti.

“Il valore di un catasto europeo è evidente se si pensa all’utilità che apporterebbe la verifica della reale entità degli abbattimenti in Catalogna o dell’effettiva stima degli impianti di mele in Polonia o di kiwi in Grecia”, ha fatto eco Davide Vernocchi. Il presidente dell’OI Ortofrutta Italia, Nazzario Battelli, ha poi ricordato come l’introduzione di questo strumento possa essere utile anche per valorizzare le caratteristiche delle diverse varietà in base alla stagionalità.

Per Elisa Macchi, direttore del CSO Italy, “Per avere un quadro completo e utile a fornire proiezioni per un arco di tempo ragionevole è necessario raccogliere diverse informazioni che comprendono anche l’età esatta degli impianti, le diverse varietà per ogni specie messa a dimora e la loro distribuzione sul territorio”.

Nelle sue conclusioni Stefano Francia, presidente Agia- Cia nazionale, amplia la necessità di introdurre un catasto per l’intero bacino Mediterraneo. “Dobbiamo cominciare a ragionare su un catasto frutticolo internazionale. Secondo me, fare un calendario delle produzioni più veritiero possibile rispetto ai consumi è di importanza strategica”.

Terza giornata nazionale dell’innovazione per l’irrigazione

Controllo dei campi via satellite, coltivazioni verticali, “bancomat dell’acqua” a controllo remoto, automazione spinta e coltivazioni in teca. Tutto questo nella Terza giornata nazionale dell’innovazione per l’irrigazione organizzata dall’Anbi, Associazione dei consorzi di bonifica italiani. Un convegno che ha mostrato, una volta di più, come i consorzi di bonifica non si limitino solo a portare acqua ai campi, ma siano in prima linea nella conservazione di quel bene prezioso che è l’acqua. Alla presenza di autorità, imprenditori, accademici e tecnici, sono state passate in rassegna le più recenti innovazioni introdotte dai Consorzi nel trasporto dell’acqua e dalle aziende agricole per l’irrigazione delle colture, mirate sia al miglioramento delle produzioni che al risparmio idrico.

Moderato dal direttore del Canale emiliano romagnolo Paolo Mannini, il convegno si è aperto con gli interventi del presidente di Macfrut Renzo Piraccini e dell’assessora regionale all’Agricoltura dell’Emilia-Romagna Simona Caselli.

Proprio la Regione Emilia-Romagna ha in previsione quasi 225 milioni di euro di nuovi investimenti in infrastrutture irrigue, un incremento della capacità d’invaso regionale pari a 16,6 milioni di metri cubi d’acqua e un areale servito dai nuovi finanziamenti irrigui di quasi 178mila ettari (13590 le aziende agricole beneficiarie).

Il ricercatore del Cer Stefano Antonelli ha illustrato Irriframe (curato da Anbi e Consorzi di Bonifica), primo servizio di irrigazione a livello europeo, con quasi 20mila utenti in Italia e 68 consorzi aderenti. Il servizio può integrare i dati dei sensori sulla pianta, i dati satellitari e ora persino quelli della fertirrigazione (la distribuzione frazionata dei concimi nel corso della stagione). L’abbinamento dei consigli irrigui di Irrinet a quelli fertirrigui ha permesso di ottenere maggiore efficienza, risparmio idrico, più produzione e più qualità (dai mille agli ottomila euro l’ettaro), oltre a ridurre le perdite da liscivazione dei fertilizzanti.

Marco Mancini (Politecnico di Milano) ha mostrato come si possano rilevare le necessità idriche delle colture con tecniche satellitari e tecniche a terra, in uso sinergico: “Col satellite possiamo calcolare i parametri fogliari e la variabile del contenuto d’acqua, grazie a immagini ad alta risoluzione prese ad alta frequenza, su ampia estensione”.

La startup innovativa Hk, rappresentata da Marco Ziboldi, ha illustrato il Calibit, calibro da officina al quale è stata aggiunta una memoria (già vincitore del Macfrut Innovation Award nel 2017). I dati raccolti in questo modo vengono inviati ad un portale che li elabora per mezzo di algoritmi in grado di prevedere la pezzatura media finale: “Se ci sono previsioni di crescita scarsa si può intervenire aumentando l’irrigazione. In questo modo abbiamo rilevato aumenti nella velocità di crescita, con conseguente aumento della pezzatura media finale: 7 millimetri in più a frutto equivalgono a 150 quintali per ettaro in più. Oltre a una pezzatura più grande, che vale di più. È essenziale dunque misurare la frutta mentre sta crescendo, cogliendo i segnali per tempo”.

Philippe Lejeunne di Irritec e Renato Padulazzi (Toro) hanno trattato l’innovazione nei materiali microirrigui e nel loro impiego, spiegando cosa si sta facendo per ridurre l’utilizzo del polietilene ed i vantaggi dell’irrigazione goccia a goccia.

I ragazzi dell’Istituto tecnico Marconi di Nocera Inferiore (Salerno) hanno invece presentato Tekaplant, un sistema smart di regolazione dei parametri idrici e di crescita delle piante in ambiente protetto. Il sistema, controllabile a distanza, non utilizza concimi, fertilizzanti e antiparassitari, dato che all’interno della teca non sono presenti agenti patogeni esterni. A loro il presidente del Consorzio di Bonifica della Romagna, Roberto Brolli, ha consegnato il premio innovazione Acqua Campus 2019.

Di vertical farming (coltivazioni verticali) e irrigazione idroponica galleggiante ha parlato Matteo Lucchini della mantovana Idromeccanica Lucchini. In verticale non si utilizza la luce del sole, bensì illuminazione artificiale tramite Led, mentre l’ermeticità della coltivazione porta a non usare pesticidi: “Non è considerato Bio ma è molto più Bio di altri”. Vi è poi una riduzione esponenziale nell’uso dell’acqua e, con l’automazione spinta, si potrebbe arrivare ad un’agricoltura industriale totalmente automatica, senza l’impiego di operai.

Le conclusioni sono state del presidente Anbi Francesco Vincenzi, che ha ricordato come, nonostante i passi da gigante compiuti dal mondo agricolo, l’innovazione resti una componente fondamentale per il futuro: “Dobbiamo darci degli obiettivi importanti per affrontare al meglio le sfide che ci attendono. Come consorzi di bonifica abbiamo sempre anticipato i tempi. Oggi abbiamo gli strumenti e le capacità, dobbiamo continuare a crederci, investendo nella ricerca”.

Gli eventi di venerdì 10 maggio

Sono una quindicina gli eventi nelle diverse sale convegni presenti in fiera. La giornata si apre alle 10 con la prima edizione del Table Grape Meeting il convegno internazionale dedicato all’uva da tavola. Alle stessa ora: “Soluzioni tecnologiche di precisione per una produzione ortofrutticola più sostenibile in risposta ai mutamenti climatici” organizzato da Ciri Università di Bologna; “Nocciolo, la tecnica si evolve. Varietà, sistemi colturali e difesa per coniugare sostenibilità e reddito” di Edagricole; l’evento di Coop Italia “Coltiviamo il futuro”.

Alle 10.30 il convengo internazionale sui Biostimolanti organizzato da Cesena Fiera e Agrinet2000; la terza sessione del Tropical Fruit Congress; “Frutticoltura protetta, le prospettive” de L’Informatore Agrario. Alle ore 11 “Le tecnologie ed i servizi per il monitoraggio e la gestione dell’Acqua per usi irrigui e ambientali” del Consorzio di Bonifica; “Frutticoltura biologica: la biodiversità e il ruolo del suolo” del Ccpb. Alle 11.30 Agrocepi organizza “Le nostre filiere dell’ortofrutta per il made in Italy”. La giornata si chiude con l’incontro di Coop Italia alle 14, mentre alle 14.30 “Droni professionali e agricoltura di precisione” organizzato da Zephyr.

Proseguono inoltre gli “Spettacoli alla Frutta” del Consorzio Bestack, il primo contest nazionale rivolto alle compagnie amatoriali e a tutti gli artisti di corpo e parola che svolgono attività teatrale in Italia, chiamati a realizzare delle piccole performance incentrate sui temi dell’ortofrutta.

Info Macfrut 2019

Macfrut è organizzato da Cesena Fiera e si svolgerà in Fiera a Rimini nelle giornate 8-9-10 maggio 2019, orario 9.30-18.00.

www.macfrut.com

Rimini, maggio 2019

Ufficio Stampa Macfrut
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