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CARRARA. A SEATEC CONSEGNATI I PREMI MYDA

Anche per l’edizione 2013 Seatec ha ospitato la cerimonia di premiazione del Millennium Yacht Design Award, premio assegnato a progettisti che hanno firmato imbarcazioni già realizzate o che siano autori di progetti, ha emesso il suo verdetto dopo un’attentissima valutazione dei progetti in concorso.
“Il bando del MIDA 2013 – ha ricordato il presidente della giuria Decio Carugati – presentando il premio prevedeva la partecipazione in due categorie distinte, quella dei professionisti e quella degli esordienti; entrambe le categorie potevano presentare progetti in tre sezioni: “Nuovi progetti”, “Dream Boat” e “La Barca a misura d’uomo.”
La valutazione e le scelte sono state affidate a un gruppo di “giurati” che vantano specifiche competenze nel campo della nautica: Valerio Cometti, Roberto Franzoni, Mario Ivan Zignego, Christian Grande e Simon Mastrangelo.
“La scelta è stata impegnativa e appassionante perché – ha detto ancora Carugati – perché nella scelta, oltre a tenere conto del materiale visivo e delle schede tecniche presentate abbiamo valutato i lavori anche alla luce delle tendenze progettuali e dei contenuti innovativi rispetto al mercato al quale si rivolgono senza tralasciare le caratteristiche del layout esterno e l‘innovazione tecnologica e produttiva dell’imbarcazione presentata in concorso”.
I vincitori sono stati invitati a illustrare le caratteristiche dei singoli lavori da Roberto Franzoni che ha ricordato l’importanza di elaborare nuovi progetti per le imbarcazioni di piccole dimensioni. “Nuovi progetti in termini stilistici, tecnici e industriali per offrire prodotti di nuova generazione a prezzi bassi, costruiti con materiali riciclabili e a contenuti costi di esercizio. I progetti premiati – ha proseguito Franzoni – hanno interpretato il tema dell’innovazione nell’imbarcazione di piccola dimensione con creatività e competenza, proponendo soluzioni suggestive sia nel campo della vela sia in quello del motore. Nella vela, ha concluso Franzoni – la tendenza è la semplicità costruttiva, abitabilità e facilità di gestione unite all’innovatività nei sistemi di armo velico. Nella barca a motore è prevalsa l’ergonomia, l’efficienza di carena e, quindi, ancora una volta la praticità d’uso e l’attenzione alla riduzione dei consumi”.
Sono stati poi consegnati i premi e lette le motivazioni.
La giuria ha proclamato vincitore Alessandro Comuzzi nella sezione “Professionisti” per la categoria Nuovi progetti l’imbarcazione a vela per crociera e regata in quanto “proposta che presenta interessanti spunti per la manifattura e la soluzione progettuale ma apprezzando anche la scelta del legno come materiale”.
Molto più ricchi ed articolati i risultati della categoria esordienti che nella sezione “A” ha avuto come vincitore Camillo De Gaspari con il progetto Fast Day Commuter, concept di imbarcazione a motore con carena a triciclo rovescio scelto perché considerato una “stimolante rilettura di imbarcazione ad alte prestazioni che coniuga il comportamento sportivo con la vivibilità degli spazi durante la sosta”.
La giuria ha assegnato anche una menzione speciale a Ferrari Yacht Design – ABDesign di Andrea Bocchin per il progetto di “Haus Boot”, considerato come “interessante sperimentazione nel settore delle house boat con pregevoli spunti nel layout e nella distribuzione interna oltre che nel trattamento delle superfici e nel decor”.
Nella sezione Dream Boat il primo premio è andato alla coppia di progettisti Domenico Musilli – Emanuela Gallerani, che hanno firmato il Concept di imbarcazione con ruota a pale perché “interpretazione audace e formalmente interessante di un elemento propulsivo del passato in contrasto con le linee filanti e futuribili dell’insieme.
Menzione speciale nella sezione è andata a Diego Amadei per il progetto IED 40′, un Fast cruiser ecocompatibile con armo a profilo alare semirigido ritenuto dai giurati “non sogno impossibile ma una visione futuribile con pregevoli spunti progettuali.”
Nella sezione “C” che aveva come tema La barca a misura d’uomo, il primo premio è andato ai finlandesi Toni Sokura –  Aslak Siimes per il progetto Aukea 32 scelto per la “pregevole e personale distribuzione degli spazi, con l’esaltazione del concetto abitativo in rada, rispetto alla dinamicità, al mero spostamento dell’unità navigante esprimendo apprezzamento per l’equilibrio tra volume di poppa e la prua ottenuto attraverso l’elemento orizzontale che include il tendalino.
Fra i progetti in concorso nella sezione riservata alla “barca a misura d’uomo” sono state attribuite anche due menzione speciali: la prima a Edoardo Pitton per il progetto “Sloop 999” per “lo stile e la caratterizzazione delle linee esterne arricchiti da alcuni elementi funzionali come il bompresso e la timoneria basculante. Ben risolto – secondo la Giuria – il posizionamento della zattera di salvataggio all’estrema poppa”.
La seconda menzione è andata allo Studio Landini Micelli per il progetto HABIT 32, uno Scow Cat “convincente interpretazione di una nuova tipologia di carena. Ricerca apprezzabile mirata allo sfruttamento della volumetria interna attraverso soluzioni flessibili all’uso. Si caratterizza per economicità e semplicità della costruzione ed è stato ben risolto il posizionamento della zattera di salvataggio all’estrema poppa.”
“Come ogni anno ci siamo trovati a valutare tanti progetti che, per numero e qualità testimoniano una grande creatività ma anche la chiara volontà di proporre imbarcazioni oggettivamente cantierabili e con una forte propensione all’innovazione – è stata la considerazione finale di Roberto Franzoni – ma in questa edizione sono emerse con evidenza alcune tendenze importanti: una rinnovata forte attenzione verso la vela e un grande impegno nell’individuare soluzioni che favoriscono la riduzione dei costi di esercizio e l’impatto ambientale.

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