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ASSEMBLEA SOCI AEFI: 2020 ANNO HORRIBILIS, -70% FATTURATO INDUSTRIA FIERISTICA ITALIANA

Con un crollo del fatturato del 70%, l’industria fieristica italiana chiude e archivia l’anno horribilis 2020. Un bilancio, quello della pandemia, che ha costretto il made in Italy a rinunciare a oltre il 70% delle manifestazioni nazionali e internazionali previste nel calendario dello scorso anno e appena 43 rassegne realizzate in modalità digitale.

È quanto emerso nel corso dell’assemblea dei soci Aefi riunitasi online lo scorso 19 aprile, per tracciare un consuntivo del ‘quartiere Italia’, a partire dallo stato dell’arte in tema di ristori alle fiere autorizzati dalla Commissione europea.
Nonostante lo sforzo e gli annunci, ad oggi gli aiuti provenienti dai ministeri degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e del Turismo, tutti soggetti al de minimis, risultano insufficienti a coprire le perdite subite nel 2020 dai quattro player italiani principali. Infatti, le fiere di Milano, Verona, Bologna e Rimini, che esprimono complessivamente circa il 64% dell’intero valore fieristico italiano, hanno registrato una contrazione di fatturato dell’80% con una stima totale delle perdite di bilancio di 170 milioni di euro.

Una situazione più volte evidenziata ai diversi interlocutori politici dal presidente dell’Associazione, Maurizio Danese, che ha più volte indicato e sollecitato un’azione governativa volta a rimuovere il limite del de minimis sui contributi a fondo perduto.
Una strada già percorsa dalla Germania, nostro primo competitor europeo che a giugno riceverà 642 milioni di euro a fondo perduto, e che ora sembra possibile anche per le fiere italiane.

È del 15 aprile, l’annuncio del ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, alle Commissioni riunite Attività produttive della Camera e Industria del Senato dell’intenzione del Governo di superare la norma Ue sugli aiuti di Stato che di fatto limita fortemente le erogazioni dei sussidi stanziati in favore delle fiere per l’emergenza Covid.

Per Aefi, seguire l’esempio della Germania è necessario oltre che logico: a oggi i limiti imposti dal trattato hanno determinato in Italia un’erogazione dei ristori pari a circa il 6% del plafond stanziato per il 2020 in una situazione in cui vi è la necessità di salvaguardare un asset strategico del Paese in fortissima tensione finanziaria, la cui scomparsa genererebbe una contrazione a catena non solo del business in grado di generare in favore del made in Italy, ma anche del suo indotto allargato che lo scorso anno ha subito una contrazione pari a oltre 18 miliardi di euro.


AEFI-Associazione Esposizioni e Fiere Italiane

Associazione privata senza scopo di lucro nasce nel 1983 con l’obiettivo di generare sinergie tra i più importanti quartieri fieristici italiani. Oggi conta 40 Associati, che organizzano oltre 1.000 manifestazioni all’anno su una superficie espositiva totale di 4,2 milioni di metri quadrati. Nei quartieri fieristici associati AEFI si svolge la quasi totalità delle manifestazioni fieristiche internazionali e nazionali che hanno luogo annualmente in Italia. Le fiere italiane generano un business di circa 60 miliardi di euro anno. www.aefi.it

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