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Rassegna stampa

Firenze chiede spazi per Pitti, il salone che macina record

All’ultima edizione di Pitti Uomo, la più importante fiera al mondo di moda maschile che si è chiusa il 13 gennaio, la Fortezza da Basso di Firenze ha rischiato di “scoppiare”: ogni angolo della cinquecentesca struttura che sorge nel centro della città, progettata da Antonio da Sangallo il Giovane su incarico di Alessandro de’ Medici e capolavoro dell’architettura militare del Rinascimento, è stato invaso da 1.072 marchi di abbigliamento (record di presenze) a caccia di spazi per presentare le proprie collezioni.
Alla fine la superficie espositiva è risultata di 59mila metri quadrati, ma è chiaro da tempo, ed è stato evidente in questa edizione, che il Pitti Uomo – fiore all’occhiello delle rassegne fiorentine, organizzata da Pitti Immagine – non può andare avanti in un polo fieristico così. Sempre più urgenti sono i lavori di messa a norma, ristrutturazione, restyling, sostituzione dei padiglioni precari e razionalizzazione degli spazi della Fortezza da Basso, in grado di farne una location più funzionale e moderna dando impulso anche all’attività fieristico-congressuale gestita dalla società a maggioranza pubblica Firenze Fiera che, complice la crisi, nel 2011 ha incassato un ulteriore ridimensionamento.
I lavori alla Fortezza da Basso, attesi da vent’anni, sono però ancora arenati, anche per la difficoltà a intervenire su un’area storica: il progetto preliminare elaborato da un gruppo di giovani architetti coordinati da Luigi Ulivieri, che prevede l’ampliamento degli spazi espositivi a 72.600 metri quadrati grazie alla demolizione di alcuni edifici ordinata dalla magistratura e alla loro sostituzione con nuovi padiglioni dotati di giardini pensili, è al vaglio della Soprintendenza. E il sindaco Matteo Renzi, che pure aveva annunciato l’approvazione del progetto da 89 milioni di euro in consiglio comunale entro questo gennaio, ha dovuto ingoiare il rospo: «Andiamo avanti sul recupero della Fortezza», si è limitato a dire all’inaugurazione del Pitti Uomo.
Nell’attesa, il presidente di Firenze Fiera, Antonio Brotini, ha chiesto ai soci (Regione Toscana, Comune, Provincia e Camera di commercio di Firenze) un intervento-tampone da almeno 18 milioni di euro per realizzare i lavori più urgenti, che interessano la Fortezza ma anche la vicina area congressuale che completa il polo espositivo: «Si tratta di un investimento indispensabile per programmare l’attività dei prossimi tre anni», spiega Brotini, che si appresta a chiudere il bilancio 2011 di Firenze Fiera con 13,6 milioni di ricavi, in flessione del 10% rispetto all’anno precedente, e una perdita di circa un milione, legata soprattutto alla cancellazione causa crisi di alcuni congressi e fiere. Nelle settimane scorse gli azionisti si sono detti disponibili a realizzare l’intervento urgente, e ora stanno valutando se procedere a un aumento di capitale o a un finanziamento soci. Se l’operazione andrà in porto, i lavori potrebbero cominciare in estate.
Sul fronte dell’attività, il 2012 di Firenze Fiera è focalizzato sullo sviluppo dell’attività di organizzatore di rassegne (piuttosto che di affitta-spazi), a partire dal rilancio della storica mostra dell’artigianato in programma a fine aprile, che conta 800 espositori e 90mila visitatori, e che cambierà look e offerta per valorizzare le eccellenze artigiane anche agli occhi dei giovani. «Quest’anno prevediamo che i ricavi tornino sopra i 15 milioni – spiega il presidente Brotini – con l’obiettivo del pareggio nel 2013. Le potenzialità ci sono, visto che Firenze Fiera è un grande brand, ora servono i finanziamenti per fare i lavori urgenti».
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